Nota storico-artistica Palazzo Centurione Boggiano Gavotti
L’ottocentesca facciata neoclassica, caratterizzata da un’ampia loggia centrale d’ordine ionico, maschera un impianto architettonico antecedente, della metà del secolo XVII, radicalmente ristrutturato dopo l’apertura di via San Lorenzo, avviata nel 1834. Il palazzo era stato edificato su preesistenze medievali, già dei De Columnis e Scotto, per Gio. Batta Centurione, uomo di mare e di governo, ambasciatore a Roma, inquisitore di Stato e commissario generale di Sanità durante la peste del 1656, doge della Repubblica nel biennio 1658-1660. Posto alla “Croce di Canneto”, l’incrocio tra le vie di Canneto il Lungo e di Canneto il Curto, esso affacciava in origine su quest’ultima strada, tratto dell’importante percorso che dal nucleo urbano più antico corre parallelo all’arco portuale in direzione del ponente. Nel 1664 fu iscritto nei Rolli, gli elenchi delle case obbligate a fornire su sorteggio ospitalità di stato ai forestieri in visita ufficiale a Genova. Tracciata via San Lorenzo, similmente a quanto accadde per altre dimore coinvolte nell’operazione, si procedette nel 1843 al ribaltamento dell’accesso verso la nuova arteria, in questo caso con una rotazione a 90° dell’asse, e all’ampliamento verso nord per portare il fronte a filo degli altri prospetti, con un avancorpo contenente al pianterreno il nuovo vestibolo a pianta ellittica, con adiacente rimessa per le carrozze, e ai piani superiori due volumi delimitanti la loggia citata e il soprastante terrazzo. Committente dell’intervento fu il letterato e patriota Lorenzo Costa, sposo di Francesca Boggiano la cui famiglia aveva acquisito il palazzo nel secolo XVIII. Allo stesso si deve anche il fregio che arricchisce la loggia, eseguito da Santo Varni nel 1860, a celebrazione delle gesta di Giacomo Lomellini nel 1746. L’atrio ottocentesco immette in ciò che rimane del portico secentesco, con lo scenografico gioco dell’attacco dello scalone, a rampe divergenti con balaustre e colonne, che ora appare bizzarramente dislocato sulla destra in quanto impostato sull’asse compositivo originario. Gran parte del primitivo ingresso non è più godibile nella sua monumentale spazialità, essendo stato intasato da tramezze e impalcati per ricavare negozi, magazzini e altri locali da reddito. È qui che si sviluppa anche parte della sede di Maestrale, distribuita pure in altri vani del mezzanino del corpo di fabbrica iniziale e dell’addizione su via San Lorenzo. L’appartamento nobile del primo piano, recuperato anni fa dal degrado in cui versava, dispone ancora dell’ampia terrazza estesa verso sud fino a piazza della Stampa su un insieme di botteghe, impreziosita da un ninfeo con statua di Venere e raggiungibile per un pontile che scavalca il sottostante vicolo. Tra i locali affacciati al pianterreno del palazzo sul retrostante vico dei Caprettari si conta anche, al civ. n° 14r, l’ormai celebre barbieria liberty-deco del 1922, ora proprietà del Fai, Fondo per l’Ambiente Italiano, che ne ha curato il restauro e la riapertura al pubblico.
Come raggiungerci
In auto: Uscita casello Genova Ovest. In treno: Stazione Genova P. Principe ( da cui l’Acquario è raggiungibile a piedi); stazione di Genova Brignole (bus n. 12 - 15 ). A piedi: 15 minuti dalla stazione P. Principe. In aereo: 30 minuti ( Volabus in coincidenza con i voli). In autobus: dalla stazione di Genova Brignole bus n. 12 - 15; dal Terminal Crociere bus n. 1 - 7 - 8.